In Sicilia il sole non è la variabile critica: c’è, ed è molto più di quanto serva. Quello che decide la resa di un impianto è tutto il resto, e sono le cose che nessuno guarda quando compra a catalogo.
L’irraggiamento è un buon punto di partenza
Alle nostre latitudini un impianto ben esposto produce nell’ordine di 1.400–1.600 kWh l’anno per ogni kW installato, contro i 1.100–1.200 del Nord Italia. È il motivo per cui qui il fotovoltaico rientra prima. Ma è un valore teorico: vale per una copertura orientata a sud, inclinata bene e senza ombre.
Le ombre pesano più dell’orientamento
Un edificio vicino, un albero, un camino, il profilo di una collina: un’ombra che copre anche solo una porzione di modulo può abbattere la produzione di quella stringa molto oltre la superficie ombreggiata. È la ragione per cui il sopralluogo non si salta: da una foto satellitare le ombre del pomeriggio non si vedono.
Il vero numero è l’autoconsumo
Quello che conta in bolletta non è quanto produci, ma quanta parte di quella produzione usi tu mentre la produci. Una famiglia fuori casa tutto il giorno autoconsuma poco senza accumulo; un’attività commerciale aperta dalle nove alle venti autoconsuma moltissimo anche senza batteria. Sono due impianti diversi.
L’accumulo non serve sempre
La batteria conviene quando i consumi sono concentrati la sera. Se la tua attività lavora di giorno, gli stessi soldi resi in moduli in più producono un ritorno migliore. La simulazione preliminare, fatta sulle bollette vere, risponde a questa domanda prima del preventivo e non dopo la firma.
Progettiamo e installiamo impianti con e senza accumulo, con dimensionamento sui consumi reali e monitoraggio della produzione dopo l’installazione.
La pagina del servizio: Fotovoltaico e accumulo.
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