Il climatizzatore si guasta a luglio. Non per sfortuna: perché è l’unico mese in cui lavora al massimo, e i problemi accumulati in nove mesi di fermo vengono al pettine tutti insieme, quando i tempi di intervento sono i più lunghi dell’anno.
I filtri: da fare da soli, due volte a stagione
Si sfilano dall’unità interna, si lavano sotto l’acqua corrente e si rimettono asciutti. Filtri sporchi riducono la resa, aumentano il consumo e sono la prima causa delle perdite d’acqua in casa. È l’operazione con il miglior rapporto fra fatica e beneficio.
La batteria e la sanificazione
Sulle alette dell’unità interna si deposita polvere che i filtri non fermano, e nell’umidità della vaschetta si sviluppano muffe: è da lì che viene l’odore che sentite alla prima accensione. La sanificazione è un’operazione da tecnico, si fa a stagione ferma e si sente subito.
Lo scarico della condensa
Va verificato prima che serva, non quando l’acqua arriva sul pavimento. Una pulizia dello scarico a primavera evita la chiamata di emergenza a metà agosto.
Il gas refrigerante non si consuma
Questo è il punto su cui girano più leggende. Un circuito chiuso non consuma refrigerante: se il livello è basso, c’è una perdita. Rabboccare senza cercarla significa pagare due volte, e nel giro di una stagione ci si ritrova al punto di partenza. Le verifiche sui gas fluorurati, dove previste, le esegue un tecnico certificato F-Gas.
L’unità esterna
Va tenuta libera: foglie, cartoni appoggiati, teli che ostruiscono lo scambio. Un’unità esterna che non riesce a smaltire calore consuma di più e si ferma nelle giornate più calde, cioè proprio quando serve.
La manutenzione programmata mette questi controlli in calendario prima della stagione, con avviso alla scadenza.
La pagina del servizio: Impianti termici e climatizzazione.
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